Casa «San Giuseppe» Accoglienza Pellegrini
Suore Pie Operaie di San Giuseppe
 

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Itinerari di fede

Nella terra del Gargano sono presenti due itinerari religiosi: uno antico, risalente ai primi secoli del cristianesimo e uno recente. Si tratta di San Michele a Monte Sant’Angelo e Santo Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Tutto il Gargano è attraversato da vie e sentieri del Sacro: vie che portano a luoghi di devozione nelle vicinanze dei paesi (chiese rurali, Santa Maria di Merino nei pressi di Vieste, grotta di San Michele sul lago di Varano…) e vie che si muovono verso i grandi Santuari: San Michele soprattutto, ma anche San Matteo e l’Incoronata.

 

 

 

Santuario di San Matteo
Il monastero si presenta oggi in tutta la sua maestosità sulle pendici boscose di un’altura. Una lunga scalinata in mezzo alla natura incontaminata del luogo o una rotabile sono le alternative per raggiungere il convento, presso il quale si conservano numerose testimonianze artistiche oltre ad antiche reliquie di Santi e ad una ricca biblioteca, dove sono custoditi preziosi codici e manoscritti. Lasciato il convento, si prosegue sulla via in discesa, seguendo la valle di Stignano. Superato il caratteristico centro di San Marco in Lamis, che conserva intatto l’antico fascino delle sue case a schiera raccolte intorno al Palazzo dell’Abate, oggi sede municipale, si giunge a Stignano da cui prende il nome il secondo dei santuari del nostro itinerario: Santa Maria Di Stignano.

Santa Maria di Stignano
Il complesso monastico, già citato verso il XIII secolo, formato da una chiesa e da due bellissimi chiostri con testimonianze artistiche barocche, si presenta al visitatore come un’oasi di pace circondata nei suoi dintorni dai ruderi di numerosi romitori (eremi scavati nella roccia), fra cui ricordiamo quello dedicato alla S.S. Trinità. La strada che percorriamo scende verso San Severo. E' una delle più antiche vie di accesso al Gargano: la Via Sacra dei Longobardi, millenario sentiero seguito dai pellegrini che si recavano verso i santuari del promontorio e proseguivano per la Palestina. All’altezza della stazione ferroviaria di S. Marco in Lamis, posta alla fine della valle, dobbiamo girare a sinistra, imboccando la strada “Pedegarganica” e seguire l’indicazione per Manfredonia.

Santa Maria di Siponto
Proseguendo verso Manfredonia, incontriamo la chiesa di Santa Maria di Siponto, (a destra, anche questa ben visibile dalla strada). Cattedrale dell’antica città di Siponto, oggi scomparsa, questa chiesa si erge in mezzo ai ruderi di una basilica paleocristiana e di altre antiche costruzioni; tra i resti di vario materiale archeologico si potranno ammirare, per la loro unicità, colonne, mosaici, capitelli e sarcofagi.

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara
L'abbazia di San Leonardo in Lama Volara è un'abbazia situata a Siponto, a dieci chilometri da Manfredonia, in provincia di Foggia, dedicata a San Leonardo di Noblac. Fondata all'inizio del XII secolo, entrò in declino già nella seconda metà del Duecento, passando sotto l'amministrazione di diversi ordini religiosi fino alla definitiva chiusura dell'ospedale nel 1809, che decretò il suo abbandono. Non è nota la data esatta della fondazione dell'abbazia, ma si sa che nel 1127 era officiata dai canonici regolari di Sant'Agostino, dunque è verosimile che il complesso sia stato costruito all'inizio del XII secolo o alla fine dell'XI secolo. Questo periodo, la prima metà del Duecento, può considerarsi il periodo più florido per l'abbazia, dopodiché ha inizio un rapido e inesorabile declino, dato soprattutto dalla scarsità di risorse economiche.
L'interno della chiesa è caratterizzato dallo strano aspetto della navata destra: questa, infatti, non esisteva in origine e fu aggiunta in seguito, addossandola all'ex-muro esterno, oggi muro interno alla chiesa. Alcuni affreschi e scudi crociati teutonici riportano alla metà del Duecento. Nella volta centrale troviamo un piccolo rosone. Una lapide all'interno, sulla porta centrale, ricorda la data di riapertura al culto (1950), dopo più di un secolo di totale abbandono. Opera pregevolissima è il grande Crocifisso ligneo del Duecento, alto due metri e mezzo circa, restaurato per interessamento della Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie della Puglia e custodito nella Cattedrale di Manfredonia. Nella giornata del 21 giugno, il Sole proietta un fascio luminoso attraverso il "foro gnomonico" posto sul tetto della Chiesa, gettando un'ombra con il motivo a croce. Al momento in cui il sole è allo zenit,la croce risulta posizionata perfettamente al centro tra le due colonne adiacenti l'ingresso nord della Chiesa. Sono in atto imponenti opere di restauro.

Manfredonia
Poco lontano dall’antica Siponto sorge la città di Manfredi, Manfredonia. Così fu chiamato il centro sorto dopo la distruzione dell’antica Siponto, per volere del re Manfredi, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia. Città turrita, con un poderoso castello che protende i suoi spalti sulla marina, ricca di chiese e palazzi gentilizi, Manfredonia raccoglie nel Museo Nazionale, ubicato nei maestosi ambienti del castello, numerose testimonianze archeologiche, fra cui emergono le Stele daune, particolari manufatti delle antiche popolazioni di questo territorio.

Santuario di Pulsano
Salendo verso Monte Sant’Angelo, merita fermarsi e ammirare il paesaggio sul golfo di Manfredonia. Il Santuario di S. Maria Di Pulsano è posto quasi a guardia dell’ampio golfo della città. L’antico monastero del XII secolo (oggi completamente restaurato e abitato), si erge sopra le alture che sovrastano centro balneare porta del Gargano.
La chiesa è ricavata in parte in una grotta naturale piena di fascino e di mistero e il complesso conventuale, protetto da massicce mura di cinta, presenta un artistico portale decorato con rilievi zoomorfi ed antichi blasoni.

Santuario di San Michele Arcangelo e Via Crusis San Giovanni Rotondo
Monte Sant’Angelo è sede del millenario santuario dedicato a S. Michele Arcangelo. Questa cittadina è un vero contenitore artistico: vecchie chiese romaniche, un antico battistero, un castello normanno ed interi rioni medievali ancora intatti. Il Medioevo è di casa a Monte Sant’Angelo, dove il Santuario di San Michele, situato nelle viscere della terra, in una vasta ed umida grotta naturale, ci riporta ai tempi antichi, lasciando immaginare al visitatore frotte di pellegrini oranti a lume di candela che scendono le centinaia di scalini che si addentrano nel sottosuolo. La teoria di scale, edicole devozionali, cappelle e sepolcri ci accompagna ancora oggi nella visita a questo antico santuario garganico, che nel Medioevo era il più importante centro della cristianità. La strada interna fra il verde dei boschi e le masserie ancora operanti ci riporta a San Giovanni Rotondo il borgo lungo la via Sacra percorsa dai pellegrini.
La vecchia via Sacra aveva nel suo percorso S. Giovanni Rotondo, la città di Padre Pio. Al secolo Francesco Forgione, Egli nasce da umili genitori in Pietrelcina, piccolo centro in provincia di Benevento, il 25 Maggio del 1887. A soli quindici anni entra nel noviziato cappuccino di Morcone e dopo alcuni soggiorni presso diversi conventi del suo ordine, fra cui S. Marco la Catola e Foggia, si stabilisce nel convento francescano di San Giovanni Rotondo.
Proprio nel coro della chiesa annessa a questo monastero e dedicata a Santa Maria delle Grazie, il 20 Settembre del 1918, riceve le stimmate. Da quel giorno, fino alla sua morte, awenuta il 23 Settembre del 1968, il suo convento è meta di milioni di pellegrini che beneficiano del suo aiuto spirituale e della sua preghiera. I pellegrini che oggi visitano la tomba di Padre Pio e la nuova chiesa, si soffermano anche presso la monumentale Via Crucis che si snoda attraverso i boschi che circondano il convento di S. Maria delle Grazie e non disdegnano una visita al centro storico di San Giovanni Rotondo, che mantiene ancora solide ed inalterate alcune torri della cinta muraria.

 

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